Aroma di caffè

“Ci vediamo per un caffè allora”.

Le diceva lui che non vedeva l’ora.

Avrebbe visto la donna sconosciuta 

che intimamente gli era già piaciuta.

Aveva aperto già un portone

confidando a lei ogni emozione.

L’aveva resa partecipe della sua storia,

di momenti brutti e quelli di gloria.

Le aveva parlato delle sue debolezze,

dei suoi sogni e delle mancate carezze.

Aveva amato già diverse volte

troppe donne, mai risolte.

Aveva avuto rapporti, anche solo carnali,

dove si era precluso emozioni speciali.

Aveva percorso già un cammino

seguendo incerto il suo destino.

Non gli erano mancate le esperienze,

tra i vuoti e i pieni di quelle stanze.

Ma una come Lei…non l’aveva mai incontrata,

una donna con la voce di una fata

che gli dimostrava una pazienza infinita

nell’ascoltare i dettagli della sua vita.

Eppure l’aveva vista solo in videochiamata,

dal vivo non l’aveva mai ancora incontrata.

Gli sembrava però così magicamente vicina,

come una carezza sugli occhi, sopraffina.

Ebbene sì, si avvicinava quel caffè

e gli avrebbe parlato dal vivo, di sé.

Chissà che odore avrebbe avuto,

e se davvero il caffè avrebbe bevuto.

Magari avrebbe preso un cappuccino,

una spremuta con biscottino.

Anche lui l’aveva ascoltata tanto,

con quella voce che era il più bel canto.

Ma tante cose di lei non sapeva,

tipo, davvero, cosa beveva?

Arrivò il giorno dell’incontro atteso

e lui l’aspettò al bar, un po’ teso.

Temeva di fare una brutta figura,

di non aver abbastanza l’aria sicura.

“Scusa il ritardo”, si sentì poi dire.

Era lei, bella da morire.

Dal vivo era ancora più radiosa,

che lui avrebbe fatto ogni cosa

pur di fermare quell’istante,

contemplare quel volto affascinante.

“Tranquilla, non aspetto poi da molto”

lo tradiva l’emozione nel volto.

Passarono le ore che era già sera,

e quell’incantevole atmosfera

diveniva sempre più speciale,

dove ogni gesto era naturale

le parole cadevan come un frutto maturo

facendo pregustare quell’aria di futuro.

Poi arrivò lo squillo del cellulare

che riportò sulla terra quell’essenza stellare.

Poi, ancora, il cameriere col conto

ad interrompere quel dolce incanto.

“Spero di rivederti, grazie davvero”

Le disse lei con fare sincero.

E continuarono le lunghe chiamate,

a cui si aggiunsero le passeggiate.

aperitivi e cene al ristorante,

ma tanto non era cosi importante;

ciò che contava era la forte intesa

e quella luce che si era accesa

e guidava due cuori in un lungo percorso

che tanto tempo era già trascorso.

Le discussioni, quelle accese,

non tradirono mai le loro attese.

Fare l’amore in maniera speciale,

mostrare le ferite come fosse normale

questo rendeva l’amore più forte,

in tutte le giornate, lunghe o corte.

“Ci vediamo per un caffè allora”

 continuarono poi a dirsi ancora…

e ogni volta non vedevano l’ora…

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